Associazione di quartiere · Roma, Pinciano–Parioli
Contro l'omologazione minimalista,
per il ripristino dell'identità umbertina e del decoro storico.
L'Associazione «Proteggiamo Piazza Verdi» nasce dalla volontà dei cittadini del quartiere Pinciano-Parioli di partecipare attivamente al futuro del loro spazio pubblico più rappresentativo.
Il progetto di riqualificazione di Piazza Verdi — legato all'insediamento delle nuove sedi di CDP ed ENEL nell'ex Poligrafico — rappresenta un'opportunità storica. Ma anche un rischio: che Roma rinunci ancora una volta alla propria anima, accontentandosi di un'estetica minimalista e serializzata, indegna di una Capitale europea.
Ci rivolgiamo all'Amministrazione capitolina, al Municipio e a tutti i soggetti coinvolti con una richiesta chiara e motivata: Roma merita una piazza all'altezza del suo patrimonio storico.
Lo scalone interno del Palazzo — marmi, stucchi, balaustre neoclassiche. Un patrimonio che merita rispetto anche all'esterno.
A firma dei Consiglieri Fermariello, Zannola e Stampete. Il nostro Presidente ha collaborato alla redazione del documento finale.
📄 Scarica la Mozione n. 110/2024Un palazzo storico del 1914, un accordo di programma mai rispettato, 4.000 nuovi lavoratori e un quartiere lasciato solo.
Il Sindaco di Roma sottoscrive con il Ministero dell'Economia un Protocollo d'Intesa per la valorizzazione dell'ex Poligrafico dello Stato, edificio liberty del 1914. Inizia una storia lunga vent'anni di promesse disattese.
La Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali del Lazio dichiara l'immobile di «particolare importanza storico-artistica» ai sensi del D.Lgs. 42/2004. Un vincolo che avrebbe dovuto proteggere il palazzo da ogni stravolgimento.
L'Agenzia del Demanio vende l'immobile a Fintecna SpA per 160 milioni di euro, di cui il 15% destinato al Comune di Roma. Il palazzo — patrimonio di tutti — passa in mani private.
Veltroni, Marrazzo e l'Agenzia del Demanio firmano un Accordo di Programma ratificato dal Consiglio Comunale (delibera n. 63). Prevede hotel, residenze, attività commerciali e uffici. Prevede anche parcheggi interrati sotto la piazza. Non verrà rispettato.
CDP diventa proprietaria dell'immobile. Nel 2012 ottiene il primo permesso di costruire. Chiede due proroghe (2013 e 2017). Poi richiede una variante che cambia radicalmente la destinazione d'uso: non più hotel, residenze e commercio — solo uffici privati.
CDP annuncia la firma di un contratto di affitto ventiquattrennale con ENEL per 30.000 mq. L'intero complesso sviluppa 70.000 mq su 7 piani. Gli altri 40.000 mq? Nessuna indicazione. L'investimento previsto: 120 milioni di euro.
Il Comune rilascia il Permesso di costruire n. 36. I residenti non vengono consultati.
Il 16 aprile 2021 viene fondata l'Associazione «Proteggiamo Piazza Verdi». Il Fatto Quotidiano rivela che ENEL porterà 4.000 dipendenti con soli 300 posti auto previsti. CDP trasforma il restauro in una sopraelevazione di vetro e acciaio. Italia Nostra denuncia lo "snaturamento". L'urbanista Paolo Berdini parla di "devastazione di un bene di tutti".
Il Fatto Quotidiano →Il Corriere della Sera dedica ampio spazio alla protesta dei residenti. Le gru cominciano a lavorare sul tetto del palazzo storico. Il quartiere assiste impotente.
Corriere della Sera →L'Assemblea Capitolina approva la Mozione n. 110/2024, a firma dei Consiglieri Carla Fermariello, Zannola e Stampete, che impegna il Sindaco e la Giunta sulla realizzazione del parcheggio interrato in Piazza Verdi. Il nostro Presidente ha collaborato alla redazione del documento finale.
Scarica la Mozione →Il Corriere della Sera torna sulla vicenda: la maxi veranda in vetro sul tetto è completata. Anni di polvere, rumore, strade bloccate — e ancora nessun piano viabilità, nessuna compensazione per i residenti.
Corriere della Sera →L'Assessore alla Mobilità Patanè e la Presidente del II Municipio Del Bello convocano tre incontri pubblici sulla riqualificazione di Piazza Verdi:
Centinaia di residenti partecipano. La battaglia continua. Invitiamo tutti i romani a seguire le vicende di una piazza che non è solo un fatto di quartiere: per dimensioni, bellezza e posizione strategica nel cuore della città, Piazza Verdi è un punto focale per Roma intera — uno snodo del traffico, un patrimonio collettivo, una questione che riguarda tutti.
Corriere della Sera →Quello che CDP ha fatto a un palazzo dichiarato di «particolare importanza storico-artistica».
La seduta ufficiale del Comune di Roma in cui l'Associazione ha partecipato e portato le proprie istanze sull'ex Poligrafico. Durata: 2h 14min.
🎥 Guarda la seduta della Commissione Urbanistica →L'intervento dell'Associazione «Proteggiamo Piazza Verdi», rappresentata dall'ing. Stefano Tarquini. Presenti anche la Presidente Del Bello e il Comitato Piazza Verdi.
Il confronto tra cittadini, Assessore Patanè e Presidente del Municipio Del Bello sul futuro di Piazza Verdi.
Sei residente nel quartiere Pinciano-Parioli? Sostieni la nostra battaglia per una Piazza Verdi degna di Roma? Aderisci all'Associazione.
Puoi scaricare la scheda di adesione, compilarla e inviarla via email o consegnarla di persona.
📄 Scarica la scheda di adesionePer qualsiasi informazione:
proteggiamopiazzaverdi@gmail.comDue documenti fondamentali: la Carta per la Rinascita architettonica e la Carta per la Rigenerazione Urbana e la Mobilità Sostenibile.
Riqualificazione dell'intero quadrante con pavimentazione elegante e materiali pregiati. Ringhiere, lampioni, panchine, cestini in ferro battuto o materiali di equivalente nobiltà.
Rifiutiamo fontane burocratiche, fontanelle a spruzzo e infrastrutture antiestetiche. Se c'è una fontana, deve essere classica, con vasca e proporzioni degne del contesto — non uno zampillo da centro commerciale. Gli accessi al parcheggio devono essere integrati armoniosamente, come alla Place du Petit Sablon a Bruxelles.
La superficie destinata ad alberature deve essere la maggiore possibile, con essenze pregiate e vere. Profondità di terra sufficiente a sostenere alberi adulti. Consulenza AIAPP obbligatoria.
Rivogliamo i lampioni d'epoca a luce calda (2700K–3000K), che garantiscano bellezza e sicurezza nelle ore notturne, rifiutando estetiche fredde e minimaliste.
Un monumento classico a Giuseppe Verdi, ispirato alla statua di Piazza Buonarroti a Milano: realistico, dignitoso, senza forzature astratte.
Le funzioni ludiche appartengono al Parco dei Daini, a soli 200 metri. Lo vogliamo valorizzare con labirinti, scacchiere giganti e il laghetto storico — lontano dal traffico.
No all'area giochi in piazza. Inserire un'area bimbi in mezzo a migliaia di lavoratori che entrano ed escono dal parcheggio non è né sicuro né dignitoso. Con Villa Borghese a pochi passi — uno dei parchi più belli d'Europa — sarebbe anche semplicemente insensato. Non è questo il livello che vogliamo per Roma.
Elaborazione IA — solo un'idea, uno spunto. Un labirinto di siepi con indovinelli culturali sulla storia di Roma: il Parco dei Daini potrebbe diventare un luogo magico per famiglie e bambini.
Le opere di compensazione devono essere proporzionate all'impatto arrecato, con piena trasparenza nell'utilizzo degli oneri accessori già versati.
Commissione permanente con rappresentanti civici, autorità capitoline e municipali, per monitorare ogni fase del progetto.
Accesso agli atti e ai verbali ufficiali del processo partecipativo, con gli impegni formalmente assunti dall'Amministrazione.
Le nuove sedi di CDP ed ENEL porteranno fino a 5.000 tra lavoratori e personale di servizio in un quartiere residenziale già saturo. Chiediamo una pianificazione organica della mobilità.
Revisione dei flussi di traffico con attenzione al nodo di Piazza Ungheria. Impianti semaforici adattativi e aumento della frequenza degli autobus negli orari di punta.
Almeno 1 posto auto per ciascuna delle 1.277 unità abitative del quartiere. Tariffe calmierate, strisce blu trasformate in uso esclusivo gratuito per i residenti.
Riorganizzazione dei sensi di marcia per impedire che Piazza Verdi diventi una scorciatoia, garantendo sicurezza e vivibilità ai residenti.
Piano straordinario di navette per i poli CDP/ENEL con fermate nel garage interno. Razionalizzazione e aumento di frequenza di autobus e tram.
Il prezzo massimo di cessione dei posti auto deve essere congruo. 110.000€ per un posto auto non è un prezzo equo per i residenti del quartiere.
Commissione tecnica con comitati civici, autorità capitoline e Municipio per monitorare ogni fase e garantire qualità dei materiali e rispetto degli impegni.
Non siamo contrari al cambiamento. Siamo contrari alla mediocrità. Queste immagini mostrano la piazza che vogliamo: degna di Roma, degna del suo nome, degna del quartiere che la abita.
La piazza che vogliamo — lampioni umbertini a luce calda, statua di Giuseppe Verdi, fontana storica, verde monumentale, sampietrini o pavimentazione in materiale pregiato e duraturo con motivi decorativi
📌 Una precisazione doverosa. Le immagini che vedete non sono progetti architettonici né rendering professionali. Siamo cittadini, non architetti. Queste elaborazioni — generate con strumenti di intelligenza artificiale di base — vogliono semplicemente restituire un'atmosfera, un sapore, una direzione estetica. Ci dicono: potrebbe assomigliare a questo. Nulla di più. Il progetto vero lo faranno i professionisti — ma vogliamo che lo facciano sapendo cosa ci aspettiamo.
La storia si ripete. Questo quartiere ha già visto abbattere capolavori architettonici per fare spazio a edifici anonimi e fuori contesto. Non possiamo permettere che accada ancora.
Nel 1929, Re Vittorio Emanuele III e la Regina inaugurarono nel quartiere la Casa dell'Automobile: un edificio di straordinaria bellezza architettonica, documentato dal cinegiornale Luce dell'Archivio Cinecittà.
Quel gioiello fu abbattuto. Al suo posto fu costruito l'attuale palazzo della CONSOB — anonimo, fuori scala, un ecomostro che nulla ha a che vedere con il contesto storico del quartiere.
E allora sorge spontanea una domanda: perché non abbattere proprio il palazzo CONSOB per costruirci il parcheggio? I lavoratori della CONSOB avrebbero potuto tranquillamente trasferirsi nel nuovo, immenso palazzo dell'ex Poligrafico. Si sarebbe eliminato un ecomostro, recuperata un'area degradata, e risparmiata Piazza Verdi da scavi e cantieri.
Invece no. Si preferisce scavare sotto la piazza storica, sacrificando il verde e il decoro urbano. Questo quartiere ha già subito troppo.
«Chi non conosce la propria storia è condannato a ripeterla.»
— George Santayana
Il book del progetto di riqualificazione realizzato dalla Società di Progetto Parcheggio Piazza Verdi srl (DICOS Lavori srl e VF Parking srl) è stato presentato alle assemblee pubbliche. Gli stessi proponenti hanno precisato che si tratta di una bozza preliminare, non del progetto definitivo. Lo mettiamo a disposizione di tutti — perché i cittadini possano valutarlo e contribuire al dibattito.
Il book presentato alle assemblee pubbliche dalla Società di Progetto. Gli stessi proponenti lo hanno definito una bozza preliminare, non il progetto definitivo.
Apri il PDF della bozza
Il rendering ufficiale: una scultura rossa astratta al posto del monumento a Giuseppe Verdi. Questa è la piazza che ci propongono.
La nostra diffidenza verso i rendering nasce da un'esperienza diretta: quelli presentati per la sopraelevazione dell'ex Poligrafico mostravano una gradevole terrazza-dehors. In realtà nascondevano che i piani aggiuntivi erano tre, non due come vorrebbero far credere. Un plastico mostrava addirittura quattro piani aggiuntivi. Quella struttura oggi incombe da ogni angolo della città. Questa è la ragione per cui guardiamo con occhio critico anche il progetto attuale di Piazza Verdi.
I rendering ufficiali 2011 (Protocollo n. 17671): la sopraelevazione sembrava discreta, quasi invisibile. Guardate come è andata a finire.
Gaetano Piepoli, 2 maggio 2021: «Altro rendering ingannevole. Sembra che i piani della sopraelevazione siano due. Invece la bella terrazza [...] non è altro che il solaio di copertura del primo piano della sopraelevazione. In definitiva i nuovi piani sono tre e non due come vorrebbero far credere.»
Gli arredi urbani proposti — ringhiere, panchine, cestini — sono di tipo industriale standard, privi di qualsiasi riferimento allo stile umbertino del quartiere.
L'ingresso pedonale al parcheggio appare nei rendering come una struttura rotonda antiestetica, completamente fuori contesto con l'architettura circostante.
Le alberature previste sono poche e la profondità di terra sopra la soletta del parcheggio è probabilmente insufficiente per sostenere alberi adulti di pregio.
Nessuna proposta per un monumento degno a Giuseppe Verdi. Una piazza intitolata al grande compositore merita ben altro che una targa.
Il progetto propone uno stile contemporaneo generico, uguale a quello di mille piazze italiane. Nulla che parli dell'identità di questo quartiere, di Roma, del suo patrimonio.
Nessuna indicazione sulla temperatura di colore dei lampioni. Il rischio è la solita luce fredda LED che distrugge l'atmosfera notturna di un luogo storico.
Questi sono i rendering presentati alle assemblee pubbliche. Ricordate: i proponenti stessi li hanno definiti una bozza. Ma la direzione è chiara — e preoccupante.
Fontanelle a spruzzo a file, scultura rossa astratta al posto di un monumento a Verdi. Pavimentazione anonima. Questo è il "progetto" per una piazza di Roma.
Una voragine circolare con pensilina in vetro e acciaio nel cuore della piazza. Funzionale forse — ma senza alcun rispetto per il contesto storico che la circonda.
Pensiline in vetro, cestini industriali, panchine-blocco in cemento. Lo stesso arredo che trovereste in qualsiasi periferia europea. Non in una piazza umbertina di Roma.
Guardate i dettagli: le ringhiere, i corrimano, la pensilina. Materiali industriali, freddi, seriali. Niente ferro battuto, niente pietra, niente decoro. Solo funzione.
La scultura rossa torna, stavolta in fondo al viale. Un'opera astratta calata dall'alto, senza radici nel quartiere. Lontana anni luce dall'anima di questa piazza.
Un grande anello in cemento con scale mobili domina il centro della piazza. Funzionale, certo. Ma questo è il cuore di una piazza umbertina di Roma — non l'ingresso di una metropolitana.
File di fontanelle a spruzzo come in un parco acquatico. La scultura rossa astratta. Panchine-blocco bianche. Tutto questo al posto di una piazza con storia e identità.
Una scatola di vetro e acciaio con pensilina industriale direttamente davanti alla facciata neoclassica del palazzo. Il contrasto è stridente — e non è un caso.
Roma ha un'anima che non può essere ignorata. Vogliamo una piazza che abbia personalità e che dialoghi armoniosamente con l'architettura umbertina circostante. Esigiamo una pavimentazione elegante e materiali di pregio; chiediamo l'uso di ringhiere, corrimano, balaustre, cancelli, lampioni, panchine, cestini in linea con il decoro storico.
Diciamo no a un'estetica da arredo urbano minimalista e serializzato che ignora l'anima del quartiere e, più in generale, di Roma.
L'accesso pedonale al parcheggio si presenta nei rendering come una voragine rotonda assolutamente antiestetica e fuori contesto. Chiediamo che rampe, scale mobili, ascensori e pensiline siano progettati in armonia con lo stile della piazza — seminascosti da aiuole, con strutture ariose in ferro battuto.
Come riferimento virtuoso indichiamo la Place du Petit Sablon a Bruxelles: esempio europeo di integrazione perfetta tra giardino formale, arredi in ferro battuto e decoro monumentale.
La profondità di terra sopra la soletta del parcheggio deve essere sufficiente a sostenere alberi adulti. Chiediamo la consulenza di storici dei giardini e architetti paesaggisti AIAPP per garantire una bellezza monumentale, non un progetto da ufficio tecnico.
No agli info-point moderni e decontestualizzati. All'angolo tra Piazza Verdi e Via Scarlatti esiste già un ufficio del Poligrafico: è quello il luogo naturale per raccontare la storia della Gazzetta Ufficiale, l'arte delle monete, la sapienza delle filigrane e dei francobolli.
Chiediamo la massima vigilanza della Soprintendenza sulle catacombe ipogee e su tutte le preesistenze storiche che potrebbero essere interessate dai lavori. La memoria sotterranea di Roma è parte integrante del suo patrimonio e non può essere sacrificata a nessuna logica di convenienza costruttiva.
L'arrivo di migliaia di lavoratori in un quartiere residenziale già saturo di traffico richiede una visione strategica complessiva, non interventi spot. Chiediamo il passaggio definitivo dalla gestione emergenziale della viabilità a una pianificazione organica dell'intero quadrante.
Il prezzo di cessione dei posti auto — stimato intorno ai 110.000€ — non è accessibile per i residenti del quartiere. Chiediamo un Prezzo Massimo di Cessione congruo e tariffe agevolate per chi abita nel quadrante. L'obiettivo minimo irrinunciabile: almeno 1 posto auto per ciascuna delle 1.277 unità abitative.
Le attuali strisce blu devono essere trasformate in zone ad uso esclusivo e gratuito per i residenti. Non si può pretendere che chi abita nel quartiere da decenni debba competere con migliaia di pendolari per un posto dove parcheggiare.
Chiediamo un piano straordinario di navette e mezzi pubblici dedicati ai poli CDP/ENEL, con fermate nel garage interno dell'ex Poligrafico. Razionalizzazione e aumento di frequenza degli autobus e dei tram nelle fasce orarie di punta.
Una riorganizzazione dei sensi di marcia per impedire che Piazza Verdi diventi una scorciatoia per il traffico di attraversamento — garantendo sicurezza e vivibilità ai residenti senza ricorrere necessariamente a una ZTL.
Una commissione tecnica con comitati civici, autorità capitoline e Municipio per monitorare l'impatto della trasformazione sulla mobilità dell'intero quadrante, con potere di proposta vincolante.
Le nuove sedi di CDP ed ENEL, insieme a Consob, Ambasciate e uffici strategici, genereranno una pressione antropica senza precedenti sul quartiere. Chiediamo il passaggio da una gestione emergenziale della viabilità a una pianificazione organica.
Obiettivo minimo irrinunciabile: almeno 1 posto auto per ciascuna delle 1.277 unità abitative del quartiere.
Revisione dei flussi di traffico con attenzione al nodo di Piazza Ungheria. Impianti semaforici adattativi e aumento della frequenza degli autobus negli orari di punta.
Razionalizzazione preventiva degli stalli; tariffe calmierate o abbonamenti per i residenti; congruità del Prezzo Massimo di Cessione dei posti auto.
Le attuali strisce blu devono essere trasformate in strisce ad uso esclusivo e gratuito per i residenti del quadrante.
Alternativa alla ZTL: riorganizzazione dei sensi di marcia per impedire che Piazza Verdi diventi scorciatoia, garantendo sicurezza ai residenti.
Piano straordinario di navette per i poli CDP/ENEL con fermate nel garage interno. Razionalizzazione e aumento di frequenza di autobus e tram.
Commissione tecnica con comitati civici, autorità capitoline e Municipio per monitorare ogni fase e garantire decoro e qualità dei materiali.
Il Piano Generale del Traffico Urbano 2015 del Comune di Roma prevedeva già soluzioni specifiche per il quadrante Pinciano-Parioli. Chiediamo che vengano finalmente attuate. Scarica i documenti ufficiali:
La planimetria del quartiere (perimetro rosso) con il caratteristico disegno a tridente delle strade convergenti su Piazza Verdi (linee arancioni). In grigio-blu: il complesso dell'ex Poligrafico. La piazza è il cuore di uno snodo viario che interessa migliaia di abitanti e pendolari ogni giorno.
Il progetto del Campidoglio sul restyling dell'agorà. Il comitato di quartiere «Proteggiamo Piazza Verdi» tra i più attivi.
«Va rivista la circolazione, anche con una rete programmata di parcheggi pubblici, oltre ai 500 privati annunciati. È vitale la creazione di un'isola ambientale, correlata a una ZTL esclusiva per i residenti tra via Rossini, viale Liegi, via Paisiello e via Salario.»
«La riqualificazione non si limiti alla funzionalità, ma sappia declinarsi in una valorizzazione ambientale capace di rimettere al centro le persone. Un intervento che rispetti l'identità della piazza, con un'estetica allineata allo stile architettonico del quartiere, affinché continui a essere simbolo di eleganza e vivibilità per l'intera città.»
Leggi l'articolo completo sul Corriere della Sera →«L'istituzionalizzazione di un tavolo permanente di confronto tra aziende pubbliche e private, amministrazione e cittadini rappresenta una sfida e un'opportunità.»
La lettera dei residenti delle strade limitrofe a Piazza Verdi che mette in discussione il costo dei posti auto: 110.000€ è una cifra che taglia fuori famiglie e residenti storici.
«La costruzione di un'autostazione da 496 posti: 317 a rotazione e 179 in vendita a cifre proibitive. Non si può riqualificare una piazza ignorando la realtà: il "tridente" attorno a Piazza Verdi ospita circa 3.500 residenti, a fronte di appena 179 posti auto (non box) in vendita al prezzo iniquo di 110 mila euro più IVA — oltre 10 mila euro al metro quadro. È una condanna per chi vive qui all'espulsione: siamo a rischio di un'esclusione sociale inaccettabile.»
«È un'operazione poco trasparente, gestita da un "ufficio vendite" che non comunica nemmeno il nome della società. Chiediamo che il Comune tratti col costruttore un prezzo congruo e calmierato per i residenti. Da una Giunta di sinistra ci aspettiamo politiche di inclusione, non una privatizzazione del suolo pubblico a vantaggio di pochi abbienti.»
— Lettera firmata dai residenti · Seguono firme
2025
Corriere della Sera
«Solo 496 posti auto?» e «Il parcheggio in ritardo»
2025
Corriere della Sera
«Piazza Verdi — Il progetto "brutto"» · Perilli e Lucidi
Nov. 2025
Corriere della Sera
«Piazza Verdi — L'eterno "buco nero"»
«A Bath, i cittadini hanno presentato una contro-proposta per il nuovo stadio di rugby straordinariamente rispettosa del carattere georgiano della città — e ha ottenuto quasi un plebiscito da parte dei cittadini. Questo è ciò che succede quando una comunità si mobilita per preservare il carattere architettonico e culturale della propria città, contro approcci spersonalizzanti e consumistici.»
— Ettore Maria Mazzola, commento sulla pagina del Comitato
Il rendering della contro-proposta dei cittadini di Bath: pietra, verde, panchine in ferro battuto, architettura perfettamente integrata nel contesto georgiano. Questo è il livello a cui aspiriamo.
Il caso di Bath dimostra che è possibile: i cittadini organizzati possono imporre standard qualitativi all'architettura pubblica. È esattamente quello che stiamo facendo per Piazza Verdi.
Leggi l'articolo sul caso di Bath →«Vedo che si continua a proporre ignobili "bidet a sorpresa" spacciati per fontane. L'Italia delle piazze è ormai una patetica imitatrice di "plazas" americane. Del resto questo è il degno coronamento dello stupro architettonico all'ex Zecca.»
— Ettore Maria Mazzola, commento Facebook
«Quel bel mercato l'ultima domenica del mese, per fare l'ennesimo obbrobrio sopra e un garage lì sotto — è una follia con le presenze archeologiche che ci sono, tipo la necropoli salaria.»
— Maria Pia Rosati, commento Facebook
«Dove passeranno le ambulanze se la piazza è pedonale? Non passeranno più, similmente a quanto accaduto per l'Ospedale di S. Spirito con l'area pedonale del Giubileo.»
— Giulia Brancoli, commento Facebook
«Non possono trasformare un quartiere residenziale in una city. 184 posti auto eliminati dalla superficie, più quelli limitrofi ridestinati ai taxi. Saremo costretti a pagare cifre folli nel parcheggio sotterraneo quando ora il parcheggio in strada è gratuito per i residenti.»
— Luca Sanvitale, commento Facebook
«La piazza era bellissima ai tempi del Mercato di Piazza Verdi, con espositori di qualità e un contorno di palazzi stupendi. Siamo passati dalle fontane del Bernini a dei "catini" — per carità manteniamo il decoro e la vocazione adeguata della Piazza.»
— Alexia Sasson, commento Facebook
«Sono nata in questo quartiere e l'ho visto disumanizzato dall'ENEL, dalla CONSOB e da Cassa Depositi e Prestiti. Si è parlato di 5.000 tra lavoratori e personale di servizio, non di 4.000 che verranno ad impattare sulla piazza. Le persone che ci vivono devono avere l'ultima parola.»
— Rosa Romano Toscani, commento Facebook
«Dopo oltre dieci anni di lavori terribili, che hanno ridotto a zero la qualità della vita di noi residenti, ora ci stanno propinando una nuova speculazione. La pedonalizzazione mostrata nei rendering dà l'idea di un paesello, non di una Piazza monumentale.»
— Graziella Rendo, commento Facebook
«I residenti sono stati vessati con circa dieci anni di lavori pesantissimi, con una trasformazione del palazzo ex Poligrafico in un fritto misto di stili, che ancora non si capisce come sia stato autorizzato dalle "autorità competenti".»
— Gaetano Piepoli, commento Facebook
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Piazza Verdi, Roma
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